Storica confitta comunista in India
Il partito comunista in India ha sofferto una sconfitta storica perdendo i governi del Kerala e del Bengala Occidentale che deteneva da molti decenni ininterrottamente
I comunisti indiani , hanno sempre accettato, a somiglianza dei Partito Comunista italiano e dei paesi occidentali, senza riserve il sistema democratico parlamentare e non hanno mai pensato, in nessun modo, di promuovere una rivoluzione violenta: ugualmente, però, la loro sconfitta ha una valore storico Con essa tramonta anche la possibilità di un terzo polo di sinistra in India la cui politica, quindi, a livello federale, sarà più bipolare, con il partito del Congresso alla guida di una coalizione e quello nazionalista indù Bjp
Nel Bengala motivo occasionale della sconfitta può essere individuato anche nella politica del primo ministro Buddhadev Bhattacharya, un pragmatico giovane leader comunista: il suo programma prevedeva la confisca di terreni per un progetto di ampia industrializzazione che aveva alienato i contadini tradizionalmente militanti provocando sanguinosi incidenti nei quali sono stati uccisi 14 contadini. Si è formato quindi un movimento più a sinistra ed anche le simpatie degli intellettuali si sono perse.
I comunisti hanno costruito un formidabile partito politico e sono stati popolari tra i lavoratori poveri delle aree rurali e industriali durante i decenni di governo ma hanno cercato anche di creare un partito in cui potevano controllare tutti i segmenti della società bengalese. Ma un certo unto si è alienata la classe media bengalese fieramente indipendente Possiamo dire che ha sofferto della crisi del socialismo in tutto il mondo di fronte all’avanzare del liberismo per cui dovunque la privatizzazioni hanno preso il posto delle nazionalizzazioni dei decenni passati .
La vittoria è andata al partito Trinamul, guidata da una donna, Mamata Banerji che ha emarginato il partito del Congresso prima di battere i comunisti raggiungendo tema per tema tutti i settori della società
Un canale televisivo indiano la ha soprannominata la “ Lech
Walesa dell’india “, in riferimento al famoso leader anti-comunista
della Polonia.
Le celebrazioni della vittoria elettorale hanno raggiunto il massimo
dell’entusiasmo , quando il leader dell’opposizione, Mamata Banerji, è
uscita dalla sua casa piccola baracca adiacente al tempio di
Kalighat a Calcutta per annunciare la storica vittoria.
Dall’altra parte del confine nel vicino Bangladesh, l’attuale governo è
guidato anche da una donna, Sheikh Hasina -,cinque delle posizioni di
vertice nel suo gabinetto sono occupati da donne e anche il leader della
principale opposizione è una donna.
Secondo gli osservatori il partito comunista in India potrebbe uscire dalla scena politica in breve tempo: tutte le speranze sono adesso riposte nell’ eventuale fallimento della politica di Mamata Banerji di promuovere lo sviluppo dei ceti poveri rurali e urbani attraverso il bilanciamento degli stanziamenti tra agricoltura e industria. Promette anche una governance più efficiente soprattutto in termini di mantenimento dell’ordine pubblico in quella che è diventata uno stato piuttosto violento.
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