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Il macabro slogan su una delle porte dell'Università di Salamanca durante la guerra civile spagnola del 193639.

 

"VIVA  LA MUERTE"

 FRA FALANGISMO  E TERRORISMO ISLAMICO

Prof. Giovanni De Sio Cesari

( http://www.giovannidesio.it/  )

STRUTTURA: Introduzione  Episodio di Salamanca  Le ragioni dei falangisti  Falangisti ed estremisti islamici

INTRODUZIONE

Nella rivendicazione dei recenti tragici attentati di Madrid  ha colpito particolarmente l'opinione pubblica internazionale  un frase in essa contenuta: " Noi vinceremo perchè i nostri giovani amano la morte mentre i vostri giovani amano la vita"

 Questa affermazione ha portato alla memoria degli Spagnoli qualcosa di simile che veniva gridato nella Guerra Civile Spagnola.

 " Abbasso la intelligenza , VIVA LA MUERTE !" era infatti uno slogan diffusa fra i falangisti. Uno scontro a questo  proposito fra un esponente del Frachismo e il grande scrittore Unamuno  nell'università di Salamanca divenne celebre in tutto il mondo e assunse un grande  valore emblematico

 E' stato anche tentato in questi giorni un parallelo fra l'affermazione falangista e quella del terrorismo islamico

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 L'EPISODIO DI SALAMANCA

All'università di Salamanca il 12 ottobre del 1936 dopo un veemente discorso del generale  falangista  Millán Astray si sentì alzare il grido dei suoi  sostenitori  "Abbasso la intelligenza, viva la morte.!"

 Allora  era rettore dell'università Miguel de Unamuno uno dei maggiori intellettuali  della Spagna moderna che insorse appassionatamente. Riportiamo la versione delle sue parole secondo l'opera fondamentale sulla guerra civile  spagnola  di  Hugh Thomas , "The Spanish Civil War"    

" Finisco ora di ascoltare un grido necrofilo e senza senso: viva la muerte!"    E io che ho trascorso la vita forgiando  paradossi che hanno provocato l'ira degli altri devo dire, come esperto del tema ,che questo aberrante paradosso mi è  ripugnante. Il generale Millan Astray è un mutilato, lo dico senza alcun senso dispregiative. Anche Cervantes lo era. Purtroppo ci sono molti invalidi di guerra in Spagna ora. E presto ce ne saranno di più, se Dio non ci aiuta. Mi dispiace pensare che il generale Astray debbo dettare i criteri  per una sociologia di massa. Un invalido che manca della grandezza di Cervantes cerca un sollievo  causando mutilazioni intorno a sè.  "

 A questo punto Millan Astray fu incapace di contenersi e gridò: "Abbasso la intelligenza, Viva la morte" Ci fu un clamore di approvazione a queste parole  fra i i falangisti ma Unamuno continuò:

 " Questo è il tempio della intelligenza e io sono  il suo gran sacerdote. Siete  voi che profanate il suo sacro recinto. Voi VINCERETE  perchè avete la forza bruta  in abbondanza. Però non CONVINCERETE. Perchè per convincere è necessario  persuadere. E per persuadere è necessario avere  qualcosa di cui voi mancate: ragione e diritto nella lotta. Considero inutile esortarvi a pensare in Spagna  . Ho detto."

Vi sono anche altre versioni un pò diverse ma sostanzialmente quella riportata viene  confermata.

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LE RAGIONI DEI FALANGISTI

José Millán-Astray (1879-1954)         non era un personaggio da poco. Aveva un posto importante nella formazione del falangismo, era un esponente di spicco del nazionalismo spagnolo e soprattutto  era celebre per i suoi discorsi violenti  e travolgenti. Fu poi un appassionato del Bushido, il codice cavalleresco dei Samurai giapponesi  e cercò di instillar i suoi principi ai cadetti dell'accademia militare quando ne divenne insegnante.

  Il senso del grido "Abbasso la intelligenza, viva la morte!" ha un significato che va inteso nel contesto. Unamuno , polemicamente,  lo prende alla lettera e quindi gli è facile mostrarne la mancanza di senso e la assoluta negatività.  Per "intelligenza" i falangisti volevano indicare un falso intellettualismo di sinistra  che voleva negare, in nome di un astratto razionalismo,  i valori eterni  della Spagna: certamente tesi criticabile,criticabilissima ma che tuttavia aveva un senso. In  effetti nel dire "abbasso la intelligenza"  i falangisti volevano dire "abbasso  alcuni intellettuali che credono di avere solo essi la intelligenza delle cose. "

 Anche lo slogan "Viva la muerte!" va inteso nel contesto. Si voleva cioè inneggiare alle persone che erano disposte a sacrificare la loro vita affinchè  i valori eterni della Spagna vivessero, In sostanza  significava : viva coloro che si  immolanoi per la causa della Spagna. Pure questa tesi è certo criticabile ma non priva di valori: non significava inneggiare alla morte contro  vita ma esaltare il sacrificio, fino alla rinuncia alla vita.

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FALANGISTI ED ESTREMISTI ISLAMICI

 Fra i due movimenti vi sono naturalmente  differenze sostanziali .Tuttavia anche le somiglianze, le concordanze di massima sono ampie e suggestive.

 I falangisti intendevano lottare  per una Spagna ideale, la Spagna di sempre, la Spagna al di la del tempo presente,la Espanolidad come si diceva. Questa idea si collegava strettamente alla fede cattolica ritenuta la vera essenza della Spagna:  religione e politica nella mentalità dei falangisti , o meglio in alcuni  ambienti di essa, faceva tutto inscindibile.

In effetti anche nel mondo fondamentalista islamico avviene qualcosa di simile. Causa nazionale e causa religiosa si saldano: la decadenza del mondo arabo, il suo stato generale di debolezza di fronte all'Occidente viene visto come un effetto dell'abbandono della purezza dell'Islam. Affinchè quel mondo possa rinascere occorre abbattere in tutti i paesi arabi quei regimi  che in un senso o nell'altro si richiamano ai valori occidentali. L'Islam esaltato è quello di sempre, mitizzato nell'età dei Califfi , degli Omeiadi ,degli Abassidi, un Islam ideale più che un Islam reale.

Dobbiamo tener presente che nel mondo islamico non hanno luogo le nostre tradizionali differenze di Destra e Sinistra: ma se volessimo applicare queste categorie al mondo islamico certamente il fondamentalismo islamico verrebbe classificato come  estrema destra. Per uno strano gioco delle parti invece, in Occidente proprio la sinistra pare essere più comprensiva verso il fondamentalismo.

 Se esaminiamo poi il "Viva la muerte!" falangista con  " i nostri giovani desiderano la morte" le analogie paiono impressionanti. In fondo il significato delle due espressioni è molto simile: non si tratta di inneggiare alla morte ma a quelli che sono pronti a morire per il loro ideale e per la loro fede religiosa: gli shaid (i martiri) appunto, come vengono definiti

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(Ndr.)

Spagna-Fascismo 1936-39 - Vietnam 1961-75 - Spagna-Islam 2004

Nei tre eventi di sopra, vi sono naturalmente differenze sostanziali. "Tuttavia -come afferma il Prof De Sio- le somiglianze, le concordanze di massima sono ampie e suggestive".
I falangisti intendevano lottare per una Spagna ideale; i due popoli Vietnamiti lottavano e si scannavano per un proprio Vietnam; mentre ora in Spagna scomparsa la motivazione religiosa la vera causa nazionale è salvaguardare la propria civiltà; mentre per l'Islam causa religiosa e causa nazionale si saldano.
I francesi andandosene dal Vietnam avvertirono gli americani che subentrarono: "...ora i due Vietnam lottano e si scannano a vicenda ognuno per la propria causa nazionale interna; ma attenzione il vostro intervento potrebbe far dimenticare i contrasti interni per allearsi in una comune causa contro di voi nonostante i vostri grandi mezzi". Ebbero ragione i Francesi!
In Irak idem; nessuno, finita la dittatura di Saddam, avrebbe scommesso un "alleanza" fra sciti e sunniti. Invece, caduto il ras, in pochi mesi, questa "alleanza" apparentemente è ora avvenuta ed è l'aspetto più inquietante di questa guerra, che fa ricordare appunto quella del Vietnam.

La pace è lontana, i problemi non sono solo militari, e anche se ci fossero, non sappiamo se e quando l'ONU deciderà di intervenire. Anche perchè in Irak ora c'è di tutto, ma sembra che sia del tutto assente un popolo irakeno (inteso come espressione nazionale).
Inoltre è difficile che gli USA mettano in mano altrui i propri 130.000 uomini.
Fino alle elezioni in USA di novembre, ogni soluzione è in un vicolo cieco.