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In collaborazione con IRRSAE Campania e

Facoltà di filosofia,Università "Federico II" di Napoli

  GIOVANNI DE SIO CESARI

Filosofi e professori

  Vorrei dare un mio  contributo alla definizione dei cd. saperi minimi che è comunque e’ di grande interesse

  Allora per capirci meglio formulerei qualche definizione.

  (1) Filosofia : indagine sui “perche” ultimi della realta, (es. :la morale, la religione, la felicita, ecc.  

2) filosofi in senso lato: tutti gli uomini, sempre e comunque (dai Boscimani agli europei, dagli analfabeti agli uomini di cultura),

Tuttavia il grado di consapevolezza critica varia grandemente

3) filosofi in senso stretto: coloro il cui pensiero ha avuto diffusione e risonanza, e’ stato generalmente importante (Platone o Croce)

4) Storia della filosofia: studio dei filosofi (3) collocati storicamente:

5) Filosofia contemporanea : quella parte della storia della filosofia che riguarda gli ultimi anni ( 30 o 40 o 50 anni?) . Non e’ necessario che gli autori siano contemporanei ma che il loro pensiero sia inteso come tale (in Italia una cultura propriamente marxista si è diffusa solo nel secondo dopoguerra, il pensiero di Popper solo a partire dagli anni Ottanta.)

6)Filosofia scolastica ( di liceo); una disciplina cosi denominata dai programmi scolastici i cui obiettivi e metodi sono indicati dai programmi stessi

7) Professori di filosofia : coloro che insegnano la (6) “filosofia scolastica”. Essi sono (2) “filosofi in senso lato”, generalmente con un ampio grado di consapevolezza critica (almeno si spera), NON sono, se non eccezionalmente, (3) “filosofi in senso stretto”, conoscono la (4) “storia della filosofia”, ma in genere solo a livello personale la (5) “fil. contemporanea” in quanto questa ultima in pratica non viene ne’ richiesta ai concorsi  e nemmeno viene generalmente insegnata a scuola (i nostri studenti restano a 50 anni fa, spesso a 100 anni fa)

 

Personalmente ricordo che appena dopo la maturita mi fu chiesto da qualcuno quali fossero le correnti filosofiche contemporanee e non seppi che farfugliare qualcosa di molto vago e d’altra parte nel mio concorso a cattedre trattai per iscritto Cartesio, all’orale soprattutto Agostino e Leibniz, nessuna domanda mi fu posta sulla filosofia contemporanea,

  Il problema dei saperi minimi riguarda indubbiamente la (6) “filosofia scolastica”: e’ chiaro che il suo fine va collocato nell’ambito della   (2) “filosofia in senso lato” e precisamente nell’allargare la misura della consapevolezza critica,( nello sviluppare l’approccio filosofico alla realta):non puo essere ne’ la formazione di (3) filosofi in senso stretto (e come si potrebbe?) e nemmeno di per se, la conoscenza dei (3)”filosofi” .

Resta quindi ben chiaro che il fine della (6) disciplina “filosofia “ non e’ in nessuna caso la conoscenza puntuale dei “(3) filosofi, ne (4) della storia della filosofia ne della (5) filosofia contemporanea Tutto cio potrebbe essere il fine dell’insegnamento universitario non di quello liceale. Tuttavia la conoscenza dei (2) “filosofi” puo essere il mezzo per conseguire il fine di formare (2) “filosofi in senso lato” consapevoli e critici.

Insisto su questo punto perche troppo spesso noi insegnanti ci comportiamo come se i nostri alunni dovessero essere conoscitori dei (2) filosofi e scambiamo il mezzo per il fine.

I rapporti fra noi (7) professori di filosofia e i (2) filosofi sono paragonabili a quelli tra   ingegneri e  fisici,:

Il fisico formula le leggi della natura: gli ingegneri usano le scoperte dei fisici per costruire case: analogamente i (2) filosofi costruiscono teorie e noi (7) professori le utilizziamo per “costruire” le menti. Noi professori non siamo (2) filosofi in piccolo, svolgiamo un altro mestiere: siamo (7) educatori, abbiamo il nostro specifico compito,

 

E allora la domanda viene ad essere :quale deve essere il contenuto del nostro insegnamento?

Potrebbe essere (4)la storia della filosofia di cui la (5)”filosofia contemporanea verrebbe ad essere l’ultimo capitolo. In fondo questa e’ la soluzione dei programmi Gentile. Tuttavia la prassi scolastica finisce con risolvere tutto con la (4) storia mentre (5) l’aspetto contemporaneo finisce con l’essere l’ultimo capitolo in pratica vagamente accennato negli ultimi settimane.

Cosi i nostri alunni sanno tutto della fisica come sintesi a priori Kantiana ma nulla del falsicazionismo di Popper , tutto sulla necessita della storia Hegeliana ma niente della “Nouvelle histoire”,

Si potrebbe pensare a una diversa scansione temporale: ad esempio nell’ultimo anno la (5) fil contemporanea e nei primi due anni la (4) storia.

Piu efficace mi pare pero un’altra soluzione: l’insegnamento per problemi.

Trattare cioe i problemi considerati piu atti a formare la mente partendo dalla dimensione (5) contemporanea e recuperando quindi attraverso di essa la (4) storia. Esemplificando: trattare della filosofia delle scienze: partire dalle concezioni di Popper Lakatos, Einstein ecc. e quindi recuperare la dimensione storica confrontandole   con quelle di Galilei o Aristotele: come si potrebbe d’altronde comprendere il principio di falsificazione se non in relazione all’essenzialismo aristotelico o alla “assoluta fiducia “nella scienza di Galilei?:

  Fondamentale mi pare pure che non si fornisca all’alunno una sintesi manualistica come tradizionalmente si fa: l’alunno impara e ripete ,nella migliore delle ipotesi capisce pure ma non è sollecitato alla critica personale che è il fine vero dell’insegnamento.: si finisce in una specie di turismo culturale : si visitano tanti filosofi, troppi filosofi tutti hanno ragione e tutti hanno torto, ma che importa? 

Solo la lettura diretta di brani si presta a una discussione personale, a sviluppare una consapevolezza critica. Non dobbiamo insegnare tutta la (2) filosofia ma solo quel tanto che  essendo veramente compresa possa aiutare una formazione critica.

  Mi pare quindi che il problema dei saperi minimi debba essere quello di individuare in quali punti  specifici si   concretizzi lo sviluppo della consapevolezza critica e quali siano i contenuti atti a tale fine.