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Problemi e società

I CROCIATI  NEl  LORO TEMPi

 Giovanni De Sio

 Domenica, 23 novembre 2008………………I crociati che combatterono in Terra Santa sembrano molto lontani da i cattolici contemporanei che organizzano marce della pace. Non che si voglia difendere quella scelta fatta tanti secoli fa ma occorre pur valutarla nel suo contesto storico i cristiani che nel medio evo si misero una croce sugli abiti e andarono a combattere in Palestina non necessariamente seguirono principi diversi da quei cristiani moderni che organizzano marce per la pace. In realtà, sia gli uni che gli altri ritengono che la pace sia un bene supremo ma anche che, in certe circostanze, è anche doveroso difendere la comunità costituita con le armi . Nel medioevo si riteneva universalmente che i mussulmani fossero gli invasori che la Palestina fosse terra cristiana (e una parte consistente della sua popolazione lo era ancora) e soprattutto che se i mussulmani non fossero stati fermati e ricacciati sarebbero straripati per tutto il modo cristiano; la difesa con le armi apparve allora doverosa e inevitabile. Attualmente, in circostanze molto diverse, si ritiene che i grandi contrasti internazionali siano componibili attraverso il negoziato, il ricorso a organi internazionali e quindi si manifesta per la rinuncia all’uso della forza militare che comunque non viene esclusa se i mezzi pacifici dovessero fallire. Ci sembra che il punto fondamentale interpretativo del problema è che bisogna pero tener presente è che l’agire degli uomini è determinato, oltre che dai principi. anche dalle circostanze in cui quei principi trovano applicazione Ma il modo in cui tale principio viene applicato dipende dalle circostanze concrete e particolari. Se i valori sono cioè universali, tuttavia essi non possono essere applicati meccanicamente ed uniformemente ma debbono essere “inverati” calati cioè in ogni circostanza. Non bisogna pero tener conto delle circostanze in modo obiettivo o meglio quello che noi riteniamo sia obiettivo perchè in realtà si tratta sempre di una nostra interpretazione . Gli stessi fatti possono infatti venire interpretati in modo molto diverso e quindi dare origine a visioni estremamente diversi e contrastanti Ora non è problema se le crociate fossero guerre di difesa o di conquista : il fatto è che gli uomini agiscono secondo quello che pensano sia la realtà e in base a questo possono essere giudicati. Noi dobbiamo giudicare la morale delle persone con ie credenze e l'immaginario del loro tempo e del loro luogo: non possiamo giudicare tutti con le nostre credenze e immaginario Sarebbe del tutto irragionevole istituire un tribunale ,come spesso pero si fa, e giudicare ogni fatto della storia secondo i principi del nostro tempo e non secondo quello delle persone che quei fatti compirono Nella interpretazione delle Crociate, quindi, come di ogni altro fatto storico. la valutazione morale non può essere fatta con la mentalità moderna: le crociate non possono essere viste come imprese imperialistiche o addirittura coloniali ma secondo la mentalità del tempo come una esigenza di difesa della cristianità contro la violenza delle invasioni islamiche che per più di mille anni furono un pericolo costante e letale per tutta la cristianità --------------

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