Pubblicato su www.cattolici.net   lunedi ,30/5/05               HOME

Problemi e società

Visite n 46354

IL PROCESSO A GALILEI

di: Giovanni De Sio

 

 

Una recente trasmissione televisiva con discreto indice di ascolto ha riproposto la figura di Galilei e soprattutto del suo processo. E’ stato ripresentato però lo schema obsoleto, reso popolare fra gli altri da Brecht, dello scienziato scopritore della verità contrapposto al fanatismo religioso, all’ignoranza, alla supina accettazione dell’autorità. Non vogliamo ora certo condannare nuovamente Galilei e d‘altra parte anche la Chiesa, nella sua massima espressione ,il Santo Padre, ha riconosciuto l’errore di quel processo. Tuttavia vogliamo richiamare la effettiva realtà storica al di la delle semplificazioni mistificatrici . Non è affatto vero che gli oppositori di Galilei fossero persone ignoranti e fanatiche: anzi si trattava di persone di grande cultura e non mancavano d’altra parte nell’ambito della Chiesa stessa i fautori di Galilei. tanto che anche la decisione della condanna venne presa a maggioranza .Va notato che gli ambienti protestanti furono ancora più ostili di quelli cattolici. Il fatto è che non si deve credere che le teorie di Galilei fossero poi assolutamente evidenti e scientificamente dimostrabili. La teoria eliocentrica non era una oscura superstizione: essa durava da migliaia di anni e soprattutto aveva sempre egregiamente funzionato prevedendo esattamente i movimenti degli astri. La nuova teoria geocentrica, in effetti, non dava risultati più accurati: anzi poneva una serie di quesiti e di difficoltà di carattere scientifico (di esperienza empirica ) che solo l’evolversi successivo della scienza riuscirà poi a risolvere definitivamente Ai sapienti del 600 quindi si presentavano due teorie astronomiche: la Tolemaica e la Copernicana. La prima era antica quanto la civiltà e la cultura stessa, era confermata da una serie ininterrotta di previsioni esatte durata millenni. La seconda era nuova, di difficile comprensione, strana, in flagrante contrasto con tante evidenze empiriche . Mancava poi ogni vera e propria dimostrazione, lasciava interrogativi irrisolti. Come meravigliarsi che solo pochi illuminati la seguissero e che invece la grande maggioranza non la considerasse che un errore, anzi una teoria pericolosa ? Le condanne da parte delle istituzioni cattoliche e protestanti erano mosse per la propria natura da ragioni religiose e filosofiche, quelle scientifiche non sarebbero state di loro competenza. In questo sta l’errore: ma è anche vero però che avevano una facile gioco, una generale approvazione nel mondo dei dotti e non erano affatto espressione di oscurantismo o superstizione. Non dobbiamo fare l'errore di prospettiva e credere che nel 600 ci fossero le nostre conoscenze scientifiche, soprattutto il nostro retroterra culturale: superare il geocentrismo era possibile solo a pochi geni che fecero cosi un passo fondamentale nella formazione della nostra scienza . Anche leggendaria poi è a la figura di un Galilei trascinato violentemente in tribunale , magari torturato: egli fu sempre trattato con rispetto e le stesse pene inflitte furono pressappoco simboliche. Egli fu subito accolto e curato da un cardinale, il Piccolomini, gli fu consentito di essere vicino alle sue due figlie, monache ambedue. Soprattutto lo stesso Galilei era profondamente religioso, pienamente partecipe del clima difficile della età della Controriforma L’dea che nel processo di Galilei si siano scontrate scienza e ignoranza religiosa è del tutto fuori della realtà storica. Fu invece il travaglio della nascita di una nuova scienza che si rendeva autonoma dalla religione, autonomia che in sede filosofica S.Tommaso aveva appieno teorizzato gia da molti secoli

 Per i dati scientifici del problema vedi: http://www.cronologia.it/storia/biografie/galilei4.htm

Per critiche e commenti : Giovannidesio@libero.it